Recensione: VIDOCQ “VIDOCQ” (Andromeda Relix)


Con una gestazione durata alcuni anni, è finalmente disponibile l’album di esordio dei Vidocq, formazione piemontese guidata dal cantante Enrico Rigolli, che forse qualcuno ricorda nei Purple Angels, storica metal band degli anni ‘80 e ’90. 
Qui lo accompagnano musicisti di alto livello come il chitarrista Graziano Picco, il batterista Alex Quagliotti, il bassista Massimo Martinetto e Marco Vereti alle tastiere. 

Lo stile delle dieci canzoni è un hard rock fantasioso che in alcuni momenti inserisce elementi di folk e progressivo, anche se fondamentalmente sono chitarra e voce a dominare la struttura dei pezzi, che raccontano di storie piratesche, che diventano metafora della vita confusa e difficile dei giorni nostri. Se “Cuore nero”, “Polvere da sparo”, “Genesi”, “Contro il tempo” e la trascinante “Frà Diavolo” sono vicini a certo hard rock di matrice Deep Purple, i pezzi più lenti come “Volo” e “Welcome” che rievoca certe atmosfere degli Osanna, chiamano in causa le melodie del prog. 
Meritano una citazione a parte “Vidocq”, ballata zingaresca guidata dalla bella voce di Laura Conti che duetta con una fisarmonica, che insieme accendono atmosfere di una Parigi di inizio ‘900 e “Il volo del falco” dove Rigolli divide le parti vocali con giganti della musica italiana come Aldo Tagliapietra (Le Orme) e Vittorio De Scalzi (New Trolls), per un brano docile e leggiadro dal tocco medievale.

 Il CD, che ha una bellissima confezione digipack, si chiude con le cover di “750.000 anni fa…l’amore” del Banco e “No Time No Space” in versione acustica, eseguite con passione e rispetto. 
Altri ospiti che troviamo nell’album sono Jacopo Meille (Tygers Of Pan Tang, Mantra), Simone Falovo (Elektradrive), Maurizio Verna, Marco Ghiringhello e gli Elektradrive ai cori. 

Grande esordio. Voto: 8,5 
(by Davide Bianco) 

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